L'Harry Potter Summer Camp è stata una delle cose più fenomenali che io abbia mai fatto.
E' stata una settimana piena, ho conosciuto persone che mi hanno segnato profondamente, che mi hanno fatto capire cose e a cui ho potuto donare un po' di me. Allo stesso tempo, nell'ombra, in agguato, c'era la parte perfezionista di me che mi ha impedito di mangiare tutto, che mi ha fatto odiare il cibo, che mi ha detto che non sarò mai abbastanza altrimenti un ragazzo mi avrebbe invitata al ballo...
E adesso sono di nuovo a casa, con le solite problematiche, con le solite materie da studiare, con praticamente nessuno con cui condividere ogni cosa.
Di nuovo, sono tornata a casa e mi sono pesata: 43,4 kg.
Ottimo.
Però mi sembra di aver lasciato un po' di me tra le montagne biellesi, assieme a compagni di viaggio appena conosciuti, ragazzi e ragazze che se avessi potuto mi sarei portata a casa con me, assieme alle risate, agli abbracci, alle lacrime al momento di separarci.
Stare sveglie fino alle 3 raccontando stupidissime barzellette, aspettare che anche gli animatori andassero a letto per poi fermarsi a parlare anche con loro, Hanna che leggeva la mano e ti guardava come se ti conoscesse da sempre - ed è così, le passeggiate nel parco, urlare incantesimi, giocare a Quidditch.
Giorgia che ha trovato il coraggio di invitare Amedeo al ballo.
Francesca che alla fine ha messo il vestito lungo e si è tolta il peso di una vecchia relazione.
Amedeo che mi chiamava Adriana e abbracciava tutti.
Carlotta dolce e pucciosa con cui parlare di telefilm fino a tardissimo.
Roberta che non ne diceva una giusta, ma faceva ridere tutti, e non voleva mai mostrarsi debole.
Giulia che alla fine ha tirato fuori il coraggio e si è tolta la timidezza.
Noemi con cui condividere i problemi con il cibo.
E tutte le mie compagne di camerata, tutti gli animatori che si sono fatti in mille per rendere speciale questa esperienza.
Ma soprattutto Pier. Pier che mi ha rubato letteralmente il cuore. Che è la persona che mi manca di più. Che mi ha accolta il primo giorno con un sorriso, che insegnava Creature Magiche con un entusiasmo unico, la cui immaginazione è comparabile all'infinito, che ci faceva ascoltare musica meravigliosa, con cui ho parlato di un film che mi ha cambiato la vita, Cloud Atlas. Che mi ha fatto innamorare con il suo buonissimo profumo, che mi ha fatta piangere quando ha annunciato che forse l'anno prossimo non ci sarà, che mi ha messo il massimo all'esame e mi ha fatto promettere che l'anno prossimo ci sarò. Che mi ha stretta forte per salutarmi l'ultimo giorno e io cercavo di trattenere le lacrime, ma dovevo ringraziarlo e lui ha cercato di farmi ridere... Dopo poco era di nuovo vicino a me, per abbracciarmi di nuovo mentre non riuscivo più a smettere di piangere.
Pensavo che sarei riuscita a essere indipendente, a seguire i miei sogni senza affezionarmi ad altri, ho costruito scudi e barriere per allontanare chiunque. Vorrei vivere a Londra, pubblicare romanzi, vivere una vita che non ho ancora ben capito come sarà.
E invece ho bisogno di qualcuno con cui condividere ogni cosa. Non ho bisogno di un luogo, ma di persone. Ho bisogno di Isabella, di Sara, di Michela.
Ho bisogno di tutti quelli che ho conosciuto al Camp.
Ho bisogno di amare ed essere amata.
Forse in questo modo riuscirò ad eliminare una volta per tutte anche la repulsione per il cibo e per me stessa....
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